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Moscerini che pungono: chi conosce i Ragionidi?

  • Immagine del redattore: Maurizio Bocchini
    Maurizio Bocchini
  • 2 giorni fa
  • Tempo di lettura: 2 min
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Un giardiniere punto da un ragionide

Qualche tempo fa, durante alcuni accertamenti entomologici, ci siamo imbattuti casualmente in diversi casi di attacchi alle persone da parte di un gruppo di moscerini, rilevati nella collina bolognese all’esterno di abitazioni circondate da bosco e ambienti coltivati. All’inizio i colpevoli risultavano sconosciuti, ma una volta prelevato un campione di insetti, abbiamo identificato, con una certa difficoltà, questi minuscoli Ditteri, di colore scuro e dall’aspetto anonimo, come appartenenti ai Ragionidi (famiglia Rhagionidae).

E chi li conosce? Utilizzando poi chiavi dicotomiche specifiche, analizzando articoli scientifici sul web e contattando alcuni ricercatori che li avevano già segnalati in Centro Italia, siamo giunti al nome del parassita: il genere Symphoromya, probabilmente S. immaculata. Solo le femmine (lunghe 5-7 mm) come al solito mordono l’ospite in quanto devono fare un pasto di sangue per produrre le uova.


Ragionide
Di Michael Becker - taken by Michael Becker, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=836756

In realtà la categoria dei Ragionidi comprende delle “piccole mosche” esili e dalle lunghe zampe, poco conosciute e studiate, collegate dal punto di vista evolutivo agli stessi tafani. L’apparato boccale è di tipo pungente-succhiante, con mandibole e mascelle conformate a lama, in grado appunto di incidere la pelle.

Gli adulti sono fondamentalmente predatori di altri piccoli insetti, tranne alcuni casi ben documentati. Le specie di Symphoromyia spp. possono essere considerate di scarsa importanza medica, non essendo apparentemente in grado di trasmettere malattie e pungendo occasionalmente gli esseri umani; infatti gli ospiti principali sono i cavalli oppure ungulati selvatici e domestici. In ogni caso esiste una variabilità individuale ben documentata alla reazione delle punture, determinando un semplice fastidio alla persona fino ad arrivare a sensazioni di dolore con gonfiore e relativa infiammazione.

Gli attacchi avvengono nel periodo estivo tramite singoli individui oppure piccoli sciami che si posano senza far rumore sulle parti in genere scoperte, e dopo una veloce assunzione di sangue, i parassiti si allontanano in volo, lasciando una ferita da cui può fuoriuscire una piccola goccia di sangue. Una volta che hanno cominciato il loro pasto, anche se disturbati continuano ad aspirare il liquido per cui è semplice colpirli e ucciderli con una mano! Le segnalazioni certificate relative a questi attacchi di insetti ematofagi sono estremamente rare nel nostro paese, sicuramente sottostimate in quanto questi insetti risultano di difficile identificazione e non determinano problematiche su larga scala, anche perché generalmente le densità sono piuttosto limitate. Inoltre sembra che venga prodotta una sola generazione all’anno (specie univoltine).

Con questa breve nota vogliamo segnalare come un disinfestatore professionale, anche se non possiede una competenza entomologica approfondita, può contribuire alla conoscenza dell’ecologia e distribuzione di infestanti nuovi oppure poco conosciuti. In questo caso specifico, il controllo fondamentalmente non è stato richiesto, anche perché non esistono sistemi validi di gestione di insetti così particolari. La protezione è legata esclusivamente ai repellenti, nonostante in alcuni casi le trappole per tafani possono catturarne qualche individuo. Attualmente si sa che le larve dei Rhagionidae, predatrici, preferiscono habitat generalmente forestali, dove colonizzano ambienti ricchi di sostanza organica in decomposizione: si rinvengono nei suoli freschi e umidi, nelle lettiere, nel legno marcescente, fra i muschi e nel fango presso le rive dei corsi d'acqua. Talvolta anche nella sabbia fine ed asciutta. Magari in futuro sarà necessaria una maggiore conoscenza dei focolai larvali per ridurre il fastidio degli adulti parassiti, ma questa è un’altra storia.

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