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Il controllo delle infestazioni da cimici dei letti. Cosa c’è prima del trattamento?

  • Immagine del redattore: Raffaele Carella
    Raffaele Carella
  • 10 gen 2024
  • Tempo di lettura: 5 min

Aggiornamento: 19 gen 2024


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Cimici dei letti

Un infestante ancora alla ribalta


Gennaio è tempo di programmazione, tempo di ripresa delle attività, tempo di pianificazioni, ma talvolta anche tempo di bilanci…inaspettati. Le recenti vacanze natalizie hanno portato in giro 20 milioni di Italiani. Viaggi di piacere, perlopiù, ai quali tuttavia non hanno partecipato solo viaggiatori coinvolti attivamente nella scelta, ma anche una schiera di passeggeri “passivi” che ravviveranno le prossime settimane degli operatori di pest control. Degli oltre 20 milioni di trolley, zaini, borse e marsupi viaggianti, una consistente percentuale avrà consentito, loro malgrado, il trasferimento anche di insetti ematofagi tra i più insidiosi e fastidiosi in ottica risolutiva. Le cimici da letto. Infestanti pronti a colonizzare e infestare camere di hotel, camere da letto, divani, letti, comodini, quadri, materassi... e tutto ciò che da essere considerato emblema del riposo, potrebbe in un batter di ciglia trasformarsi, invece, nel fulcro delle peggiori ossessioni e dei peggiori incubi di clienti ma anche di operatori del pest management.

Saranno pertanto frequenti e innumerevoli in questo periodo le chiamate allarmate, le richieste di consigli, l’invio di foto di non ben precisate punture con relative parti anatomiche di silhouette improbabili che mai avremmo voluto incrociare sul nostro cammino, accompagnate magari da reperti e tracce incomprensibili, quasi mai utili alla definizione (certa) della causa del fenomeno.

I clienti (o potenziali tali) si sprecheranno in supposizioni, riconoscimenti entomologici azzardati, diagnosi “certe” dermatologiche talvolta derivanti da medici di base o dermatologi d’avanguardia. Ma è in questo preciso momento che, l’esperto operatore di pest control, avrà la possibilità (e guai a non farlo!) di mostrare il proprio spessore.

A fare la vera differenza, il più delle volte, sarà l’approccio al problema più che l’operatività in sé.


Cimici dei letti

La differenza la fa il professionista


Dunque, proviamo a capire quale potrebbe essere il giusto modo di affrontare la situazione, con in mente sempre chiaro il duplice obiettivo: risolvere l’infestazione e farlo in tempi ragionevoli. Per non fallire sarà necessario non tralasciare alcun dettaglio, aspetto che in questo ambito può fare davvero la differenza.

La prima cosa da fare sarà organizzare un accurato sopralluogo, durante il quale l’esperto dovrà preoccuparsi non solo di accertare la reale presenza dell’infestante e processarne la sua identificazione ma anche scongiurare ogni potenziale rischio di re-infestazione, trasporto in aree non infestate dell’insetto e non per ultimo, intervistare le persone coinvolte (compreso ospiti/vittime dell’insetto), senza dimenticare il ruolo di supporto psicologico che il disinfestatore può (deve?) assolvere in tali situazioni.

Andiamo per ordine. Supponiamo che la telefonata giunga da una struttura alberghiera. Al di là delle piccole e confusionarie informazioni che potrebbero giungere in maniera più o meno concitata (a causa anche della gestione mediatica delle recenti notizie giunte d’oltralpe), la prima cosa importante da fare sarà calmare il cliente, mostrando consapevolezza nella gestione del potenziale fenomeno, fissando contestualmente un sopralluogo in tempi brevi. Il motivo della rapidità del sopralluogo non è solo un consiglio volto a immortalare un momento di trascurabile felicità del cliente. La tempestività, in questi casi, potrebbe evitare il diffondersi dell’infestazione (supposta) con una serie di effetti, positivi o negativi, a cascata non solo sui tempi di lavoro ma anche sulla percentuale di successo, gradimento della clientela e riuscita del lavoro, oltre che sull’autostima del provetto disinfestatore. Ad ogni modo sarà importante esser certi che nulla venga rimosso dalla camera fino alla vostra prima ispezione.

Al sopralluogo, sarà bene recarsi con tutti gli strumenti del caso (dalla tuta monouso ai guanti, dal copriscarpe alla torcia, da una bomboletta spray a base di piretro al materiale per la raccolta dei campioni, ecc). La prima cosa da fare, giunti sul posto sarà dedicarsi alle interviste. Con molta probabilità ci sarà infatti il direttore della struttura accompagnato dal proprio manutentore. Il PCO in quel caso dovrebbe richiedere, qualora presente, anche la partecipazione della governante operante al piano incriminato. Raccogliere più informazioni non solo sull’evento specifico ma anche sulle procedure di pulizia quotidianamente adottate, sarà cosa molto utile.

Una delle cose da non sottovalutare sarà capire come l’informazione o l’allerta sia emersa: tracce rilevate durante la preparazione della stanza o segnalazione del cliente? La differenza nella gestione emotiva del fenomeno è sottile ma allo stesso tempo…sostanziale.

La fase dell’intervista ha anche una importante funzione commerciale. Qualora la struttura aziendale lo permettesse, e l’azienda di pest management fosse in grado di fornire formazioni specifiche, questo sarebbe il momento di “affondare il colpo” e ampliare il ventaglio dei servizi offerti al cliente!

Fatto questo, il secondo step, sarà quello di recarsi al piano per l’ispezione, non prima però di aver completato la propria preparazione, facendo attenzione all’uso del materiale monouso. L’obiettivo dovrà essere non solo quello di esaminare attentamente il tutto, ma anche di evitare il trasferimento indiretto e involontario di esemplari, cosa che avrebbe chiare conseguenze negative. La tentazione del manutentore di seguirvi all’interno della camera sarà irrefrenabile. Non facciamo sconti a nessuno. Anche lui dovrà indossare il materiale monouso!

A questo punto inizierà la vostra ispezione che dovrà interessare ogni singolo anfratto, crepa, piega, placchetta elettrica, quadro, ecc. Gli amici inseparabili nell’occasione dovranno essere guanti, torcia e bomboletta spray con piretro (utile come snidante). Occhi a carte da parati e moquette! Nulla, ma proprio nulla dovrà essere lasciato al caso. Utile potrebbe essere anche l’ispezione dei corridoi e delle sale di servizio nelle quali vengono ricoverati i carrelli del piano, utilizzati ad esempio, per il recupero quotidiano delle lenzuola sporche.

Una volta accertata e rilevata l’eventuale presenza della colonia di Cimex lectularius, anche sulla base del tipo e importanza di infestazione rilevata, sarà fondamentale informare il cliente delle mosse successive che intenderemo intraprendere, “addestrando” gli addetti alla preparazione della camera. Affinché il lavoro di disinfestazione possa risultare efficace (al di là della tecnica operativa che intenderemo adottare), l’intera camera dovrà essere smontata rendendo accessibile anche la più piccola e apparentemente insignificante fessura. Da parte del pco, sarebbe auspicabile offrire il servizio di “vigilanza alla preparazione”. Discorso differente dovrà essere fatto per tutto quello che dalla camera sarà necessario rimuovere. Lenzuola, tendaggi, cuscini ecc. dovranno essere adeguatamente insacchettati con specifici bustoni biodegradabili e portati in lavanderia (per un lavaggio a 60°C e asciugatura a 40° C almeno). Anche in questa fase, massima dovrà essere l’attenzione a non disseminare individui vivi nei corridoi o lungo il percorso che separa la camera dalla lavanderia.

Discorso differente dovrà essere fatto per il materasso, in base allo stato in cui versa. Almeno quattro le alternative di gestione: eliminazione, trattamento chimico, trattamento con il freddo o trattamento con le alte temperature. Ad ogni modo, qualora si dovesse decidere di trasportarlo fuori dalla camera, anche questo dovrà essere adeguatamente insacchettato e sigillato.

A questo punto dell’operazione, utile sarà ancora procedere con l’ispezione anche nelle camere adiacenti, per scongiurare ogni tipo di eventuali migrazioni attive o accidentali.

Una volta acquisito il quadro completo della situazione e stabilito il tipo di trattamento ideale, dovremo solo comunicare al nostro cliente i tempi di esecuzione del lavoro e quelli di chiusura e inattività della camera (o delle camere) interessate dal trattamento. Senza alcun timore. Attenzione! Per il cliente questa chiusura rappresenta un enorme costo per mancato servizio. Tuttavia, ricordiamoci sempre che anche il minimo errore, superficialità o fretta nell’approccio, potrebbe costare la mancata risoluzione del fenomeno o una recidiva a distanza di poco tempo, con un innalzamento di costi, malcontento e…cattiva figura per tutte le parti in causa.

Da questo momento in poi, il lavoro passerà nella vera e propria fase operativa di controllo. La scelta della tecnica più adeguata sarà in mano a voi e sarà il frutto di analisi dettagliate derivanti anche dall’esperienza di campo. Ma questa…è un’altra storia! Buon lavoro!


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