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Trappole per insetti striscianti delle derrate? Non sono tutte uguali!

  • Immagine del redattore: Raffaele Carella
    Raffaele Carella
  • 24 apr 2024
  • Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 5 giu 2024


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Parlare di Integrated Pest Management significa fare riferimento a una vera e propria filosofia del controllo degli infestanti. Un approccio che raccoglie una serie di metodi, strumenti, materiali e prodotti adottati con lo scopo di risolvere le infestazioni ma perseguendo contestualmente, anche l’obiettivo del minimo impatto ambientale.


In ambito alimentare, sempre più la fase del monitoraggio può essere considerata una vera e propria pietra miliare dell’intera filosofia citata, costituendo di fatto, lo strumento principe nell’analisi ambientale e non solo, per l’identificazione di dati quali la specie infestante, la dimensione della popolazione e il luogo di concentrazione nell’ambiente di riferimento. Affinché i dati raccolti possano essere considerati rappresentativi, sono evidentemente necessari strumenti che consentano di catturare gli insetti target fornendo un chiaro quadro della situazione, con conseguente elaborazione delle informazioni raccolte.


Per farlo, l’ideale è ricorrere a trappole specifiche, capaci di non alterare le informazioni. Le più performanti, da questo punto di vista, sono proprio quelle che sfruttano attrattivi alimentari e feromoni, capaci dunque di lavorare su più fronti e fornire dati più completi, rappresentativi e veritieri.


Fra tutti ad essere soggetti a maggiore margine d’errore, sono solitamente le trappole per coleotteri tendenzialmente striscianti. I motivi sono differenti; ad ogni modo, il posizionamento e la forte esposizione sono elementi che ne compromettono spesso la funzionalità. Ma quali sono le caratteristiche che un dispositivo di monitoraggio degli infestanti delle derrate dovrebbe avere per poter essere definito “performante”? Proviamo ad elencarle:


Robustezza.  Se volessimo provare a descrivere con termini descrittivi le aziende alimentari, potremmo definirle come ambienti più o meno estesi, fortemente caratterizzate da produzione, trasferimenti di materie prime, fasi di lavorazioni, logistica. Tutte fasi che includono spostamenti, trasferimenti, lavorazioni e dunque rischi di “rottura per schiacciamento” dei dispositivi collocati a pavimento. Un dispositivo robusto consente di non annullare i dati di monitoraggio fin lì raccolti e contestualmente ne impedisce la dispersione incontrollata dei frammenti di materiale plastico oltre che delle catture. A tal proposito, Colore e Alta visibilità del device, garantiscono che in caso di urti accidentali e compressioni tali da renderne inevitabile la rottura, i frammenti debbano risultare comunque visibili e lontani dalla scala cromatica degli alimenti naturali. In questo caso l’ideale sarebbe disporre dunque di un materiale di colore blu. Trattandosi di un sistema di monitoraggio volto all’attrazione di insetti in ambito alimentare deve essere ben capace di competere per alcune specie, in termini di Attrattività con gli alimenti stessi puntando ad essere infallibile da questo punto di vista. Al contrario finirebbe per fornire dati falsati e non veritieri. Stesso discorso vale per la qualità dei feromoni di aggregazione con i quali la trappola viene attivata. Non solo il potere attrattivo e dunque la qualità  dei feromoni deve essere alta, ma dovrà essere anche rilasciata in maniera costante nel tempo (per la durata indicata in etichetta, solitamente 60 giorni dall’apertura a condizione della corretta conservazione).  Inoltre, proprio per la varietà di specie infestanti potenzialmente presenti all’interno dei siti produttivi (a seconda delle materie prime e prodotti finiti lavorati), al fine di mantenere un numero sostenibile di dispositivi collocati all’interno delle aree sensibili, l’ideale sarebbe disporre di un dispositivo Multispecie, capace cioè di monitorare senza interferenze, un numero alto di infestanti (6-12 insetti target). Affinché però il dispositivo possa garantire alte performance di lavoro, gli insetti, una volta giunti in prossimità della trappola, devono essere ben capaci di entrarvi e non devono incontrare nessun ostacolo all’ingresso (nulla va lasciato al caso, Esistono anche insetti pigri!), consentire un accesso al dispositivo sui 360° sarebbe di gran lunga preferibile. Risulta altresì immediato comprendere che la stessa importanza va data alla tenuta della trappola alla fuoriuscita degli insetti catturati. Meglio favorire dispositivi a pozzetto piuttosto che con colla. Altro elemento da non sottovalutare, la facilità di gestione da parte dei PCO, che necessariamente, ancor più in ambienti complessi come le industrie alimentari, dovrà propendere verso dispositivi dalla facile lettura ma anche dalla rapida gestione del refill, quando necessario.


Ai più sembrerebbero caratteristiche impossibili da ritrovare in un unico dispositivo. Invece, Xlure MST by Russell IPM, è capace di racchiudere in sé tutte le caratteristiche citate. Non a caso si tratta di una delle trappole più utilizzate al mondo che da anni, con performance ineguagliabili, sostiene il lavoro di monitoraggio di innumerevoli Pest Control Operator nella gestione dell’Integrated Pest Management. Un vero e proprio Best Seller!








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