Processionaria del Pino: la gestione integrata
- Lorenzo Donati

- 28 feb 2025
- Tempo di lettura: 4 min
Aggiornamento: 4 apr 2025

La traduzione italiana del nome della processionaria del pino (Thaumetopoea pityocampa) è “bruco dei pini che genera meraviglia” per il motivo che le larve mature escono dai nidi invernali posti sulle chiome degli alberi con delle caratteristiche “processioni”. La processionaria del pino è un lepidottero notturno la cui distribuzione in Italia è in continua espansione, tanto che è possibile trovarla dalla Sicilia alle Alpi.
È un lepidottero notturno le cui larve si nutrono degli aghi di un grande numero di conifere in particolare di molte specie dei generi Pinus, Cedrus e Larix che sono abbondanti in natura ma anche all’interno nelle nostre aree urbane.
Questo lepidottero è da tempo considerato non più una problematica di tipo fitosanitario ma di interesse sanitario.
È vero che attacca specialmente le piante giovani, in parte defogliandole, ma difficilmente causa danni tali da essere letali. Di contro, le larve mature di questo lepidottero sono ricoperte di una peluria fortemente urticante che può creare gravi problemi ad animali da affezione e a persone che toccano direttamente le larve o che entrano in contatto con questi peli dispersi nell’ambiente.
Come per tutti gli infestanti vale il concetto che non esiste una azione unica e risolutiva ma esistono varie tecniche che, integrate tra loro, possono portare ad una gestione corretta della problematica e ad una diminuzione della popolazione sulla base della bio-etologia di questo infestante.

Le fasi di sviluppo
Ecco quindi le varie fasi di sviluppo e le relative azioni da intraprendere nei vari mesi dell’anno dando priorità alle azioni senza/con minor impatto ambientale (dall’alto verso il basso nella tab.1).

Nei mesi invernali di gennaio e febbraio le larve di processionaria sono all’interno dei nidi invernali in chioma (dai quali possono uscire temporaneamente) e si cibano delle foglie. In questo periodo le azioni che possono essere svolte in ordine prioritario - se attuabili - sono la rimozione meccanica dei nidi asportando e incenerendo il ramo (azione in assoluto preferibile e più efficace) oppure l’irrorazione dei nidi nella sola area privata con Bacillus turingensis var. kurstaki o con piretroidi fitosanitari registrati o in deroga (occorre che chi acquista e usa il prodotto sia in possesso del patentino fitosanitario). Nessuna di queste azioni è esente da rischi: innanzitutto la rimozione non è sempre possibile e, quando lo è, spesso devono impiegarsi delle piattaforme (occorre la patente per PLE e operare in due persone) e chi se ne occupa materialmente deve avere l’avvertenza di essere completamente schermato per evitare di entrare in contatto con la peluria delle larve. L’irrorazione può presentare meno rischi ma, non rimuovendo il nido, l’azione urticante dei peli dispersi nell’ambiente non viene affrontata.

Nei mesi da febbraio a marzo si formano le processioni di larve mature (fig. 2) che si muovono sul tronco dalla chioma verso terra: in questa fase è possibile applicare dei collari (vedi qui) che, se installati correttamente, sono ostacoli invalicabili per le larve che quindi vengono forzate a entrare in un sacchetto riempito di terreno che andrà smaltito.

Le larve che hanno invece raggiunto terra si impuperanno (fig. 3) e potranno sfarfallare dalla metà di maggio in avanti. A riguardo, è importante sottolineare che, se le condizioni ambientali non sono favorevoli, questi lepidotteri possono rimanere in forma di pupa anche per diversi anni.

Una volta sfarfallati gli adulti (fig. 4), inizierà quella fase in cui i maschi adulti (che possono volare anche fino a 50 km di distanza) seguono le tracce feromoniche emesse dalle femmine per consentire l’accoppiamento.
Monitoraggio e cattura
Sfruttando questo meccanismo è possibile effettuare il monitoraggio e la cattura dei maschi adulti con dispositivi innescati con feromoni sessuali femminili o procedere a una cattura massale con molti di questi dispositivi (vedi trappola + vedi feromone).
Infine, si può applicare la tecnica della confusione sessuale. Questa ultima tecnica rappresenta la vera novità sul mercato: si tratta di sfere biodegradabili contenenti feromone sessuale femminile sintetico e microincapsulato (a lento e graduale rilascio) che, una volta applicate in chioma con un marcatore da paintball, creano una nuvola che confonde il maschio facendo diminuire drasticamente il numero degli accoppiamenti (e quindi i futuri nidi invernali). Si tratta di lavorare in prevenzione.
È poi nuovamente possibile ricominciare a gestire il problema dei nidi invernali a partire dal mese di ottobre e per tutto il periodo invernale fino a dicembre con le irrorazioni in area privata (come nei mesi di gennaio e febbraio) o con l’endoterapia.
Endoterapia
L’endoterapia è una tecnica che impiega dei prodotti fitosanitari - per i quali è mandatorio essere in possesso del patentino fitosanitario - iniettati direttamente all’interno dei vasi xilematici della pianta colpita da processionaria. Il prodotto tossico verrà trasportato dalla pianta stessa alle foglie di cui si nutrono le larve uccidendole. Pur essendo una tecnica estremamente efficace, ha alcune controindicazioni come ad esempio quella di dover essere applicata da personale esperto per evitare di creare danni alle piante o di non veicolare da una pianta all’altra altri tipi di infezioni (ad esempio batteriche o virali).
La gestione della processionaria del pino ha preso sempre più piede negli ultimi anni ed è assolutamente necessario che le ditte che offrono questo tipo di servizio abbiano ben chiare quali sono le prerogative per svolgere un servizio efficace e di qualità. Per farlo sono disponibili per i professionisti alcune certificazioni come la ISO 9001 e la UNI EN 16636 senza dimenticare la possibilità di essere seguiti e consigliati da consulenti professionali o dal Servizio Fitosanitario Regionale.
Come detto, la gestione della processionaria del pino è una questione sanitaria: è compito di tutti i professionisti del settore, degli enti pubblici e anche dei privati cittadini contribuire alla salvaguardia della salute di ciascuno, soprattutto di quelle categorie più fragili come i bambini e gli anziani.
L'articolo“Processionaria del Pino: la gestione integrata" è stato originariamente pubblicato dall'autore sulla testata divulgativa “GSA”.





