Lampade UV, come sceglierle… pensando al futuro
- Lorenzo Donati

- 29 ago 2025
- Tempo di lettura: 5 min

In un contesto normativo sempre più orientato alla sostenibilità ambientale e alla sicurezza degli impianti, la scelta delle lampade UV per il monitoraggio degli infestanti non può più basarsi esclusivamente sul costo o sulla consuetudine.
Oggi, le aziende che operano nel settore della disinfestazione e i loro clienti finali devono confrontarsi con una transizione tecnologica dettata dalla Direttiva RoHS, che sancisce l’uscita dal mercato dei tradizionali tubi a gas. A fronte di questo cambiamento, diventa cruciale conoscere le alternative disponibili – dai dispositivi a LED di nuova generazione fino alle soluzioni ibride – e saper valutare quale strategia adottare, anche in funzione degli impianti già installati, delle normative di settore e delle esigenze operative.
Questo articolo offre una panoramica aggiornata e operativa per affrontare con consapevolezza questa trasformazione, trasformando un obbligo normativo in un’opportunità tecnica e commerciale.
Caratteristiche tecniche dei dispositivi
L’aspetto della sicurezza e della conformità è essenziale nella scelta del dispositivo più idoneo per lo scopo che vi siete preposti.
Ogni dispositivo deve avere la marcatura CE originale mentre il manuale riporta l’indice di protezione (IP) del dispositivo. Questo codice, formato da due cifre dà indicazioni relativamente al grado di protezione della lampada. La prima cifra indica il grado di protezione contro l’ingresso di oggetti solidi tipo polveri e può variare da 0 (non protetto) a 6 (completamente ermetico a polveri e fumi). La seconda cifra invece indica il grado di protezione dai liquidi e i valori possono variare da 0 (non protetto) a 8 (protetto contro una prolungata immersione in acqua ad oltre 1 metro di profondità). A meno che non si stia lavorano in ambienti particolari le lampade UV per il monitoraggio degli insetti presentano un IP20 o 21 (vedi Meta 30, I-Trap 50, Vertigo, Ecofly 30IN e 36IN, Vulcan 3, Trio velo).
Qualora siano presenti polveri o alti tassi di umidità (come nei caseifici per esempio) occorre orientarsi si dispositivi con un IP elevato, come IP45, IP55, IP65 o superiori (vedi Vulcan 3 IP65, Ecofly 30W IP65, Ecofly 36W ip65).
In caso di dubbi si può chiedere all’ufficio tecnico del cliente il grado di protezione dell’impianto elettrico nel punto in cui si vuole installare la lampada UV e applicare un dispositivo con IP pari o superiore.
Esistono poi ambienti particolari che, per la presenza di polveri (come le farine) o altri motivi sono definiti ATEX (vedi Atex72). Esistono modelli di lampade per questi ambienti ma il consiglio è quello fornire i certificati dei dispositivi al responsabile qualità del sito o all’RSPP del cliente presso il quale i dispositivi vanno installati e far verificare direttamente da loro l’eventuale conformità dei dispositivi.
Il phase out dei tubi a gas e nuovi approcci tecnico-commerciali
La novità più rilevante nel settore delle lampade UV è l’uscita dal commercio dei tubi tradizionali contenenti gas come disposto dalla Direttiva 2011/65/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio sulla restrizione dell’uso di determinate sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche (detta Direttiva RoHS 2).
Questa direttiva si pone come obiettivo quello di ridurre l’impiego di sostanze pericolose (piombo, mercurio, cadmio, cromo esavalente ed altre – si veda allegato II) a tutela della salute umana e dell’ambiente. Nell’allegato III vengono riportate le date a partire dalle quali non è più permessa la vendita di dispositivi che interessano il mondo della disinfestazione.
Per le categorie di interesse la data è sempre quella del 24/02/2027:
1 f) – I: Per le lampade progettate per emettere principalmente luce nello spettro ultravioletto: 5 mg
4 a) – I: Mercurio in lampade a scarica a bassa pressione senza rivestimento di fosforo, dove l’applicazione richiede che l’intervallo principale dell’emissione spettrale della lampada sia nello spettro ultravioletto: possono essere utilizzati fino a 15 mg di mercurio per lampada
4 f) – IV: Mercurio in lampade che emettono luce nello spettro ultravioletto
Di fatto i tubi a gas per le lampade UV possono essere venduti fino al 24/02/2027, data dopo la quale possono ancora essere impiegati e sostituiti a patto che non vengano venduti.
Questo aspetto è di particolare interesse per le aziende di disinfestazione che curano la manutenzione di questi dispositivi durante il servizio presso i propri clienti.

A questo punto si aprono diversi scenari dai risvolti tecnico-commerciali per le aziende di Pest Management che si trovano a dover gestire varie tipologie di lampade UV a noleggio, comodato d’uso o di proprietà del cliente finale.
La cosa più immediata è quella di proporre lampade UV di nuova generazione con tubi a LED (vedi I-LED 50, Vulcan LED IP20, Vulcan LED IP65, Mima LED 25): esistono sul mercato già molti modelli di questo tipo.
Quando si propone un dispositivo del genere si deve avere l’avvertenza di informare il cliente che il livello di luminosità percepita dall’occhio umano è molto minore rispetto ad una con tubi a gas ma che la radiazione che attrae gli infestanti emessa dal dispositivo è nello spettro dell’UV, non visibile all’occhio umano.
Il principale vantaggio di questa strategia è quello di fornire dispositivi che avranno una lunga vita, il contro è che attualmente questi dispositivi hanno un costo decisamente maggiore rispetto ai modelli presenti sul mercato per i tubi a gas.
Un secondo approccio prevede di utilizzare tutti i modelli di lampade UV con tubi a gas: o fornire al cliente finale una grande scorta di tubi contenenti gas (che sostituirà autonomamente) o formalizzare che il servizio svolto dal disinfestatore prevede la sostituzione annuale dei tubi senza la loro vendita. Il pro di questa strategia è che non occorre sostituire i dispositivi nell’immediato, il contro è quello di dover immobilizzare capitali anche consistenti nell’acquisto entro i termini di una grande quantità di tubi.
La terza via invece prevede di sostituire le attuali lampade UV con reattore elettronico con dispositivi a LED e di convertire le attuali lampade UV dotate di starter con dei tubi al LED compatibili (vedi Meta 30, I-Trap 50, Vertigo, Trio velo, Ecofly 30IN e 36IN, Vulcan 3). Questa operazione è molto semplice: si rimuovono gli starter tradizionali e si sostituiscono con starter appositi dopo di ché si rimuovono i tubi a gas esausti e si rimpiazzano con tubi LED compatibili (ma che non possono essere impiegati come tubi di ricambio di lampade a LED di ultima generazione).
Questo approccio consente di mantenere la stessa operatività e di ridurre di molto gli oneri di una sostituzione totale del parco lampade installate presso i clienti, con costi di servizio e manutenzione concorrenziali.
L’impiego di questo tipo di dispositivi è fondamentale per un controllo degli infestanti professionale ed efficace, al disinfestatore professionale non resta che scegliere quale strada intraprendere.



