I Tafani (famiglia Tabanidae): qualche nota per conoscerli meglio
- Maurizio Bocchini
- 14 lug
- Tempo di lettura: 4 min

I tafani sono mosche volatrici dalla corporatura robusta (0,5-25 mm), generalmente di colore giallastro, grigio o bruno scuro, anche se in alcune specie la livrea comprende macchie oppure righe spesso colorate. Anche gli occhi composti, molto caratteristici, sono grandi, spesso iridescenti e colorati, almeno nei generi più comuni in Italia.: Tabanus (bande orizzontali), Haematopota (linee a zig-zag), Chrysops (presenza di macchie). Tale colorazione però scompare poco dopo la morte dell’individuo.

Solo le femmine, dotate di un robusto apparato boccale di tipo incisore e succhiante, sono ematofaghe, mentre i maschi si nutrono di succhi zuccherini vegetali (nettare e polline). Alcune parti boccali si sono evolute per incidere la pelle dei mammiferi (mandibole e mascelle), mentre altre strutture, come ad esempio il labbro inferiore (labium), porta all’estremità i labelli, due espansioni spugnose deputate ad assorbire il sangue che fuoriesce dalla ferita.
I Tafani sono insetti che attaccano i grandi Mammiferi erbivori, sia domestici che selvatici, ma in ambienti forestali o rurali, spesso in prossimità di mandrie al pascolo o allevamenti zootecnici, alcune specie possono occasionalmente essere attirate dagli esseri umani e attaccarli con dolorose punture. Queste producono reazioni cutanee la cui intensità dipende dalla sensibilità individuale alle sostanze contenute nella saliva che viene iniettata durante il pasto di sangue. Sono in grado di trasmettere diverse malattie agli animali per la presenza di microrganismi sulle parti boccali, le ghiandole salivari e i tarsi delle zampe, che trasferiscono all’ospite durante il pasto. E alcune zoonosi possono colpire accidentalmente l’uomo.
Alcune specie sono strettamente adattate ad aree con abbondante vegetazione, altre vivono in spazi aperti, in presenza di acqua oppure possono frequentare habitat differenti; pochi gruppi possono essere riscontrati in aree antropizzate. Le attività di questi Ditteri, quali ad esempio l’accoppiamento e la ricerca dell’ospite, risultano fortemente influenzate dalle condizioni metereologiche, soprattutto dalla temperatura e dall’intensità luminosa. Infatti, durante le prime ore del mattino o al tramonto, le femmine appena sfarfallate penetrano gli sciami formati dai soli maschi, all’interno dei quali inizia l’accoppiamento che termina al suolo e sulla vegetazione. Inoltre durante le calde giornate estive gli individui femminili vanno alla ricerca del pasto, in luoghi prospicenti a spazi aperti, presso i siti di abbeveraggio e di sosta del bestiame oppure lungo i loro camminamenti. Le specie più grosse vi piombano direttamente, mentre quelle più piccole svolazzano prima di posarsi. Per la ricerca dell’ospite, il tafano è attratto sia dallo stimolo olfattivo (emissione di cairomoni e anidride carbonica), sia da quello visivo, che sembra prevalere quando l’animale è in movimento. Dopo alcuni giorni, le femmine depongono diverse centinaia di uova (fino a mille), in agglomerati caratteristici, facendoli aderire alle piante o alle rocce in prossimità dell’acqua.
La maggior parte di questi Ditteri predilige ambienti acquatici o semiacquatici, mentre il genere Haematopota occupa anche habitat terrestri, con larve che si sviluppano direttamente nel terreno ricco di humus oppure in mezzo alle radici, anche a grandi distanze dalle raccolte d’acqua. Le uova schiudono dopo 4-10 giorni e le giovani larve si lasciano cadere sul substrato dove mutano immediatamente. Ad un certo punto della loro vita, gli stati giovanili tendono ad infossarsi nel terreno o nel fondo degli stagni, dove iniziano a nutrirsi di detriti vegetali oppure catturano piccoli vermi, crostacei, molluschi e forme immature di altri insetti.
Durante l’inverno le larve dei Tabanidi superano i rigori della stagione entrando in uno stato di ibernazione, la cui durata è dipendente dalla temperatura. In primavera le larve migrano in strati più superficiali e dopo 2-3 settimane dalla pupa sfarfalla l’insetto maturo, all’inizio dell’estate. Gli adulti di una specie emergono generalmente in maniera sincrona, dando luogo a densità elevate, con conseguenti attacchi di sciami agli animali e all’uomo. L’intero ciclo biologico è piuttosto lungo e può richiedere, alla nostra latitudine, da parecchi mesi ad un anno intero e in condizioni naturali gli individui maturi possono vivere per tre-quattro settimane. Pur essendo buoni volatori, questi Ditteri non si allontanano mai eccessivamente dai focolai larvali, tranne alcune specie del genere Tabanus che si spostano anche di 4-5 km dal sito riproduttivo.
È chiaro che una strategia efficacia di controllo contro i Tabanidi risulta estremamente complicata a causa dell’ampiezza delle aree che frequentano e del tipo di habitat a cui si sono adattati. Quindi l’uso di insetticidi, siano essi larvicidi che adulticidi, si rivela di solito del tutto inefficace e dispendioso. Come metodo di prevenzione si ricorre esclusivamente all’impiego di repellenti, sia sul bestiame che sull’uomo.
Inoltre le persone, per proteggersi dall’attacco di questi insetti, dovrebbero adottare un abbigliamento chiaro, in quanto questi insetti sono particolarmente attratti dai colori scuri.
In generale esistono diversi metodi di trappolamento per monitorare la densità e conoscere la comunità locale di questi parassiti. Tuttavia è disponibile sul mercato una trappola massiva per esterno (Manitoba trap) che in diversi contesti può risolvere una problematica, diminuendo notevolmente l’impatto di queste mosche parassite. Questa consiste fondamentalmente di un cono di plastica o stoffa rigida poggiato su un supporto, spesso metallico, all’apice del quale si trova un imbuto rovesciato inserito in un piccolo contenitore cilindrico. La presenza di una “palla nera centrale”, sospesa sotto la piramide, funziona da attrattivo in quanto, scaldandosi velocemente, viene scambiata per l’addome di un grosso animale da pungere. Una volta posati, gli insetti cercheranno di pungere la superficie, ma non trovando sangue, tenderanno a volare in verticale verso l’alto, spingendosi all’interno della cappa e rimanendo intrappolati all’interno del cilindro posto in alto. Qui in poco tempo moriranno disidratati oppure per asfissia se il contenitore è pieno di acqua. Sistema semplice, ma estremamente efficace…..e finalmente ecocompatibile! Queste trappole massive possono essere posizionate in tutte quelle aree aperte infestate dai tafani, rappresentate da maneggi, giardini, campeggi, piscine, campi da golf, resort, parchi acquatici e altri ambienti soleggiati immersi nel verde.
A volte, in certe annate e localmente, i tafani possono risultare abbondanti anche in ambiente urbano: difficilmente penetrano all’interno dei locali, ma quando lo fanno (e certe specie hanno questa abitudine), possono infliggere una puntura penetrante e dolorosa. In ogni caso vengono attirati dalle lampade luminose, dove possono essere catturati e monitorati.