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I ragni delle case…non solo “il violino”!

  • Immagine del redattore: Maurizio Bocchini
    Maurizio Bocchini
  • 18 ott 2024
  • Tempo di lettura: 6 min

Aggiornamento: 21 ott 2024


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I ragni presentano delle caratteristiche morfologiche facilmente riconoscibili dalla maggior parte delle persone. Hanno 8 zampe - gli insetti ne hanno 6 - mancano di ali e antenne, e il loro corpo mostra solamente due regioni principali: un cefalotorace anteriore (prosoma), che deriva dalla fusione del capo e del torace, e un addome posteriore (opistosoma). Sono animali carnivori, muniti di un paio di appendici simili a “denti” chiamati cheliceri e utilizzati per iniettare sostanze velenose nella preda. Generalmente questi artropodi (classe Aracnidi) evocano un sentimento di repulsione, panico e disgusto, talvolta dando origine a vere e proprie patologie comportamentali indicate come aracnofobia.


Effettivamente, nelle regioni tropicali, alcune specie sono velenose e rappresentano un pericolo reale per l’uomo ma in Europa il rischio “ragno” risulta piuttosto limitato. In Italia sono presenti circa 1.700 specie di questi Artropodi, ma solamente due sono di rilevanza medica: la “vedova nera mediterranea” o ragno di Volterra (Latrodectus tredecimguttatus), caratterizzata da una colorazione nera vellutata con tredici macchiette rosse e il famoso “ragno violino” (Loxosceles rufescens).


Loxosceles rufescens

Mentre la prima specie vive negli ambienti caldi e secchi mediterranei, soprattutto al sud e lungo la costa tirrenica, il ragno violino, almeno al centro nord, è tipicamente sinantropico, preferendo aree poco frequentate, buie, non disturbate come ripostigli, soffitti, fessure nel battiscopa, dietro ai quadri e ai mobili, in mezzo alle scatole di cartone. Di colore marrone più o meno uniforme e con la classica macchia, non sempre visibile, a forma di “violino”, non si allontana molto dal suo nascondiglio, dove costruisce una ragnatela irregolare: timido e schivo, tende a fuggire e morde solo se disturbato, magari quando viene toccato inavvertitamente. Il rischio maggiore è di trovarlo fra gli indumenti che dobbiamo indossare, in mezzo agli asciugamani, dentro le calzature. Il morso non è doloroso, e i sintomi possono variare, a seconda della sensibilità individuale, da semplice prurito fino a ulcerazioni profonde e di difficile guarigione. Tutti lo cercano, e talvolta lo trovano in casa, ma altre specie di ragni possono convivere all’interno delle nostre abitazioni, come quelli appartenenti ad esempio al genere Steatoda, lunghi 4-10 mm, e caratterizzati da un addome rotondeggiante, a forma di “pallina” e facilmente riconoscibile. Sono qui presenti delle macchie caratteristiche, di aspetto variabile in base alla specie, spesso non ben definite, sbiadite o addirittura appena accennate.


Steatoda sp.

Forse i ragni più comuni che vivono nelle nostre stanze, sul soffitto oppure negli angoli bui sono i Folcidi, completamente innocui e dalle zampe sottili e lunghissime. Sono chiamati anche “ragni ballerini” perché se disturbati iniziano a vibrare sulla propria tela, in modo ritmico, per sconcertare un potenziale predatore. Talvolta si possono osservare sui muri, in prossimità dei dispositivi luminosi di monitoraggio non sempre gestite in maniera professionale dal disinfestatore, in attesa di catturare qualche insetto attirato dalla luce UVA.

Aree meno frequentate dagli esseri umani, come cantine, magazzini, autorimesse, gallerie sotterranee, rappresentano l’habitat ideale delle tegenarie, fra i più grossi ragni europei. Ad esempio Tegenaria parietina, caratterizzata da colorazione più o meno scura, con fitta peluria su tutto il corpo, raggiunge, almeno nei maschi, una lunghezza di oltre 13 cm grazie alle zampe estremamente lunghe. Questi grossi artropodi sono generalmente sedentari e costruiscono negli angoli umidi e tranquilli tele “a drappo” polverose, lunghe fino a 50 cm, al di sotto delle quali una breve galleria consente l’annidamento del ragno stesso. In questo caso la tela, priva di filamenti vischiosi, non è altro che un meccanismo per rallentare i movimenti dell’incauta preda e contemporaneamente avvertire la tegenaria, che esce improvvisamente dal nascondiglio per balzare sulla preda, di solito un insetto. Nel periodo degli accoppiamenti (fine estate) i maschi abbandonano i rifugi alla ricerca dell’altro sesso, spostandosi liberamente anche nelle nostre abitazioni e incutendo terrore nelle persone, anche se fondamentalmente innocui.


Altri inquilini ben adattati alle nostre abitazioni sono Zoropsis spinimana e Hogna radiata, due grosse specie che possono raggiungere le dimensioni di quasi 2 cm (almeno le femmine) e che vengono considerati “erranti” in quanto non costruiscono una vera ragnatela, ma vanno alla ricerca attiva della preda. Il primo, sempre più comune e in espansione verso il Nord Italia, è di colore marrone giallastro e sul cefalotorace sono presenti due strisce longitudinali più scure che circondano una macchia chiara, che ricorda la forma di una “farfalla”. Tipicamente arboricolo, può arrampicarsi su superfici verticali come pareti, vetri, tende, cornici delle porte, raggiungendo spesso il soffitto, dove se ne sta immobile, aspettando la notte per andare a caccia.


Zoropsis spinimana

Hogna radiata, chiamata anche “falsa licosa”, è invece una specie meno comune, presente nelle aree periferiche delle città, dove frequenta aree verdi, parchi e giardini. Può entrare all’interno delle strutture, nelle abitazioni e nei casolari di campagna, dove si osserva soprattutto sul pavimento in quanto si arrampica solo su superfici ruvide. Si riconosce dalle tre righe chiare sul protorace, due laterali e una centrale, che racchiudono due strisce più scure, su cui si notano delle piccole striature chiare disposte a raggiera. Dopo l’accoppiamento, la femmina a fine estate costruisce una specie di bozzolo (ovisacco) al cui interno sono deposte le uova e che trasporta fino alla schiusa. Successivamente i giovani si arrampicano sul dorso della madre, che si prende cura di loro fino alla loro dispersione. Il morso di questa specie, se disturbata, è piuttosto doloroso.



Un altro ragno, che colonizza soprattutto prati umidi, orti, giardini e che può produrre lesioni cutanee locali ad impronta necrotica è Cheiracanthium punctorium, che si caratterizza da “zanne” molto evidenti rossicce con l’apice più scuro e dal colore bruno chiaro/giallastro del resto del corpo. Generalmente non è aggressivo, ma lo può diventare durante il periodo riproduttivo. Diverse altre specie, appartenenti al genere Segestria, Pardosa, Lycosa, possiedono cheliceri molto sviluppati con i quali, quando vengono molestate, possono infliggere agli esseri umani morsicature molto dolorose simili a quelle provocate dalla puntura di una vespa. Non hanno però ulteriori conseguenze per la salute e generalmente i sintomi scompaiono nell’arco di un paio di giorni. Questi cacciatori di altri artropodi si nascondono sotto rocce, pietre, fessure dei muretti, detriti, negli interstizi del legno, anche in vicinanza delle abitazioni. Per catturare le prede non producono la classica ragnatela raggiata, ma rimangono in agguato all’interno di una struttura tubolare.


Cheiracanthium punctorium


La tana della tarantola (Lycosa tarentula), grosso aracnide diffuso soprattutto nel Sud, non è altro che una cavità quasi verticale dal diametro di circa 2 cm che sprofonda nel terreno per quasi 40 cm. Quando una potenziale vittima si avvicina, questi ragni, percependo le vibrazioni emesse, escono velocemente dal foro, mordono la preda e la trasportano all’interno del proprio nascondiglio. Tutte queste specie sono relativamente sedentarie e raramente penetrano negli ambienti antropici.


Fondamentalmente tutti questi “cacciatori” sono utili per l’ambiente in quanto eliminano numerosi insetti infestanti che possono trovarsi all’interno delle strutture, ma le problematiche sorgono quando le persone, spaventate da tante informazioni sul web, spesso fuorvianti, identificano quasi tutti i ragni che trovano come il classico violino!


In ogni caso l’approccio professionale del disinfestatore, quando viene contattato, è quello di fare un sopralluogo approfondito per confermare la presenza di animali pericolosi, soprattutto se la presenza di questi predatori è abbondante, oppure se sono state verificate morsicature riferibili a ragni. L’ispezione dovrebbe essere approfondita e, oltre all’interno della casa, deve riguardare anche le aree periferiche come il garage, l’attico, il porticato, i locali poco frequentati, gli scantinati. L’utilizzo di trappole “generiche” per striscianti aiuterà a catturare e rimuovere numerosi ragni erranti, soprattutto i maschi che in alcuni periodi dell’anno vanno alla ricerca delle femmine; Loxoscelis rufescens, specie poco mobile, non sempre viene però ritrovato su questi dispositivi di monitoraggio.


Modificare localmente l’ambiente e gli altri parametri che favoriscono le popolazioni dei nostri aracnidi è fondamentale per risolvere un determinato problema. All’interno, nei locali più a rischio, oggetti custoditi e di normale utilizzo (libri, scatole, vestiti, scarpe, etc.) devono essere riposti in ordine e periodicamente controllati, così come vanno sigillate fessure e piccoli fori in comunicazione con l’esterno. Attorno agli edifici, come misura di prevenzione, può essere necessario rimuovere fisicamente materiali accatastati (legna da ardere, detriti, macerie, vasi in terracotta, etc.) ed eliminare la vegetazione che cresce in prossimità dell’edificio, ad una distanza di almeno 50 cm.


Dal punto di vista di un trattamento chimico, i ragni che casualmente si trovano all’interno possono essere eliminati con piretro sinergizzato o piretroidi non residuali. È molto difficile però ottenere dei buoni risultati a lungo termine. Se invece questi infestanti si riproducono nei locali oppure tendono a migrare facilmente dall’esterno sono consigliate applicazioni di insetticidi residuali, in formulazione microincapsulata oppure sospensione concentrata, contenenti cipermetrina, deltametrina, alfametrina. Dovrebbero essere trattate tutte le aree dove gli infestanti sono stati osservati, con particolare attenzione per gli angoli oscuri e nascosti. In punti poco disturbati e scarsamente frequentati dalle persone anche le polveri secche insetticide possono dare dei buoni risultati.

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