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I collemboli, minuscoli artropodi che saltano

Immagine del redattore: Maurizio Bocchini
Maurizio Bocchini
14 ore fa
Tempo di lettura: 3 min
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Orchesella

Saltano. Ma non sono pulci. E di solito non mordono. Si tratta dei collemboli (classe Collembola), dotati di 3 paia di zampe (Esapodi) ma che attualmente non vengono considerati come insetti.

Sono minuscoli infestanti occasionali (0,5-3 mm di lunghezza) che negli ultimi anni il disinfestatore ha cominciato a conoscere perché sempre più abbondanti anche negli ambienti urbani. Sono diffusi in mezzo alla vegetazione e nel detrito di foglie morte dove si nutrono di batteri, semi, muffe, alghe, residui organici. Non possiedono ali, sono di colore più o meno scuro, talvolta biancastro e per tutta la durata della loro vita, anche da adulti, subiscono delle mute (fino a più di 50).

Questi infestanti, a differenza delle pulci che utilizzano le zampe per il salto, possiedono nella parte posteriore del corpo un particolare organo, la “furca”. A riposo è ripiegata e “agganciata” sotto l’addome ma, se il collembolo viene disturbato, contrae i muscoli e libera la furca che lo proietta, come una molla, all’indietro, lontano dal pericolo. Dal punto di vista ecologico, fanno parte della fauna del suolo e contribuiscono con il loro metabolismo alla formazione e arricchimento del terreno. Tuttavia, in alcuni casi, possono invadere e colonizzare ambienti antropizzati come abitazioni, muri perimetrali, cantine, magazzini, dove si riscontra un elevato grado di umidità. Addirittura, esistono alcune specie, come Podura aquatica, in grado di proliferare direttamente sulla superficie delle acque dolci: si riscontrano così facilmente nei laghi, stagni, marcite, piscine non regolarmente pulite o in disuso!


Podura aquatica
Podura aquatica - By Christian Fischer, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=6600756

Sono invertebrati straordinari e in grado di vivere in ambienti estremi, adattandosi al freddo e alle basse temperature. In funzione di tali capacità fisiologiche, ci sono le “pulci delle nevi”, che possono frequentare temporaneamente la superficie della neve in inverno. Ma alcuni collemboli risultano ancora più specializzati: sono le “pulci dei ghiacciai” perché vivono in ambienti montani oltre i 3000 metri di altitudine, sul ghiaccio perenne. Si alimentano direttamente sulla coltre ghiacciata di polline e altre sostanze organiche trasportate dal vento, riuscendo a sopportare temperature di -15°C, talvolta anche di -25°C. E anche in Italia recentemente sono state identificate delle nuove specie, con una distribuzione piuttosto limitata. Ma questi specifici artropodi sono a rischio di estinzione per il riscaldamento globale. Ad esempio, Desoria calderonis vive esclusivamente nell’unico ghiacciaio dell’Appennino, il Calderone, situato in Abruzzo, nel massiccio del Gran Sasso.


Torniamo “a terra”, ai problemi di tutti i giorni, e analizziamo ora i collemboli urbani, semplici opportunisti (genere Hypogastrura, Orchesella, Tomocerus, Isotoma, ecc.). Questi non creano particolari problemi di tipo igienico sanitario, ma la loro presenza diventa fonte di disturbo e fastidio, specialmente quando attorno a noi osserviamo centinaia o migliaia di individui che tendono a saltare. Qualche specie può determinare deboli dermatiti, mentre Entomobrya atrocincta ha talvolta infestato il latte in polvere.


Entomobrya atrocincta
Entomobrya atrocincta - by Synapticrelay - Own work, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=114423176

Generalmente la presenza di collemboli è legata a un eccesso di umidità. Rotture di tubi dell’acqua oppure locali non opportunamente arieggiati sono spesso associati a tali invasioni. Talvolta penetrano in una particolare struttura perché l’ambiente esterno è diventato troppo secco e non più idoneo al loro ciclo biologico. Di conseguenza intervenire direttamente sui parametri ambientali, diminuendo il livello di umidità, come per gli acari e gli psocotteri, porterà facilmente a dei risultati soddisfacenti. In particolare, si raccomanda di operare a vari livelli: riparare perdite d’acqua, eliminare legno umido e altri oggetti ammuffiti, utilizzare all’interno dei locali un ventilatore o un deumidificatore per migliorare la circolazione dell’aria, facilitare il drenaggio dell’acqua alle piante da appartamento durante l’innaffiatura, ridurre all’esterno in prossimità delle fondamenta la presenza di foglie, terriccio, muschio.

Quando l’infestazione risulta complessa e distribuita su un’area piuttosto ampia, un trattamento chimico perimetrale e all’esterno in prossimità della struttura diventa fondamentale. Tutti i piretroidi risultano efficaci su questi minuscoli animali, poco conosciuti e così particolari.

 

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