Trappole luminose UV: come ottenere il massimo da questi dispositivi
- Lorenzo Donati

- 14 lug 2025
- Tempo di lettura: 7 min

È ormai assodato che un buon piano di controllo degli infestanti è sempre basato su una analisi del rischio che mette nell’obiettivo una serie di infestanti da monitorare, gestire e contenere. La diretta conseguenza è quella che per ogni tipo di infestante individuato si deve costruire un piano di monitoraggio adeguato, con i dispositivi dedicati, studiati e realizzati per massimizzare l’affidabilità dei dati di monitoraggio ottenuti. Questo è particolarmente vero per una vasta platea di infestanti, di solito insetti volanti, il cui comportamento è influenzato da fonti luminose che emettono luce nel campo dell’ultravioletto (con una lunghezza d’onda intorno ai 360 nm) e secondariamente nello spettro della luce blu (a circa 440 nm).

Con fototropismo si intende la capacità che ha una fonte luminosa di modificare il comportamento di un insetto innescando in alcuni casi un processo decisionale complesso che determina un comportamento in relazione all'alimentazione, l'accoppiamento e la selezione dell'habitat. Nel caso particolare del controllo degli infestanti con fototropismo positivo si intende il poter attrarre gli insetti verso una fonte luminosa che trattenga o elimini l’infestante. Quando si intende avviare un monitoraggio di questo tipo occorre avere chiaro quale è il nostro insetto target e conoscerne la bio-etologia: ci sono infatti alcuni insetti come Drosophila repleta, Drosophila hydei e Tineola bisselliella che non rispondono all’attrazione luminosa. Questo rende inutile il ricorso a questa tecnica per il loro monitoraggio.
Tipologia dei dispositivi luminosi
La scelta del tipo di dispositivo più idoneo va fatta in base all’ambiente in cui dobbiamo operare e alle finalità che ci siamo posti. Sul mercato esistono una grandissima quantità di modelli di lampade con caratteristiche diverse: sicuramente un modello che fa al caso nostro c’è, basta avere chiaro il nostro obiettivo. Se si vuole effettuare un monitoraggio quali-quantitativo degli insetti, dovendo riconoscere le specie catturate e determinare il numero di individui attratti, il tipo di dispositivo più idoneo è una lampada con un pannello collante.
Questo tipo di approccio è tipico di ambienti come le aziende alimentari, farmaceutiche e di packaging ma anche ambienti dove si prepara o sporziona il cibo come mense e cucine. I pannelli collanti sul mercato sono di vari colori, quelli più chiari (di solito di colore bianco o giallo) facilitano molto l’operazione di conta e riconoscimento mentre quelli scuri risultano essere più discreti, rendendo le catture meno evidenti. Se l’obiettivo è questo, il consiglio è di scegliere dispositivi in cui il pannello collante è meno visibile dall’esterno: in commercio esistono molti modelli diversi di questo tipo.
Fig. 2: a sinistra un dispositivo per il monitoraggio in aziende con un grande pannello collante (vedi Meta30; I-trap 50; Vulcan 3; Ecofly 30Win e 36in) e uno a destra tipo plafoniera (vedi Mima Led 25; Applique 15 Evo) per le aree vendita/sale di bar e ristoranti. Il pannello è contenuto all’interno della lampada e non è visibile.
Sul mercato esistono anche dispositivi ad elettrocuzione a corrente alternata (vedi Capture 300) Questi dispositivi contengono al proprio interno una griglia elettrificata che elimina gli insetti che la toccano. Di solito non viene impiegata in ambienti sensibili perché alcuni frammenti di insetti potrebbero ricadere al di fuori della lampada ma possono trovare una applicazione in contesti come le aree di ricevimento delle materie prime in ambito agroindustriale.
Spesso queste aree (ben separate dalle zone di lavorazione) si trovano all’interno di grandi stabilimenti e i portoni esterni sono continuamente aperti per consentire il transito di mezzi come camion o trattori per lo scarico della merce. Questi dispositivi possono giocare un ruolo attivo nell’ottica di diminuire la quantità degli insetti che penetrano nelle zone più interne dello stabilimento.
Esiste una terza tipologia di dispositivi luminosi dotati di potenti ventole che aspirano gli insetti intrappolandoli all’interno di sacchi. Questa particolare tipologia di dispositivi è utilizzata per la cattura di insetti volanti in ambito zootecnico e alimentare.
Fig. 2: a sinistra un dispositivo a folgorazione (vedi Capture 300), a destra uno a ventola.
Criteri di installazione e gestione
Il professionista delle disinfestazioni è abituato a leggere le etichette dei prodotti per sapere come applicarli ma non è questo il caso: non si trovano infatti questo tipo di indicazioni nei manuali dei dispositivi luminosi. Una delle pochissime informazioni formalizzate su un documento la si trova nella norma UNI 11381 (una norma che specifica un metodo per progettare e realizzare sistemi di monitoraggio di insetti negli ambienti delle industrie alimentari) che indica la necessità di installare almeno 2 dispositivi per ogni ambiente a circa 2 metri di altezza. Occorre quindi fare appello a quel bagaglio di conoscenza tecnica che può essere approfondita e ampliata autonomamente (attraverso paper scientifici) o tramite i corsi proposti dalle associazioni di categoria o direttamente dalle aziende distributrici.
In linea generale si deve tenere a mente che il principio di funzionamento di questi dispositivi è di attrarre gli insetti e che quindi il loro posizionamento deve essere studiato accuratamente per evitare di attirarli in zone critiche, dove la presenza di infestanti può determinare una contaminazione di un prodotto alimentare ad esempio. Il primo punto è che questi dispositivi vanno installati esclusivamente nelle aree interne (non sono un sistema efficace per il contenimento delle zanzare in area esterna per intenderci). In secondo luogo, vanno installati ad una altezza di circa 2 metri da terra: molti insetti infestanti volano in questo range di altezza e verrà facilitata anche la manutenzione da parte del personale tecnico che non dovrà servirsi di una scala per la sostituzione dei pannelli o dei tubi UV limitando di molto la fatica e, soprattutto, il rischio di infortuni, anche gravi. La terza indicazione è che la distanza corretta tra le lampade UV e gli accessi (dai quali potrebbero entrare gli insetti volanti) è di 7-8 metri per evitare che questi vengano attirati all’interno quando il personale apre le porte per entrare ed uscire.
Le lampade bifacciali installate a bandiera (ovvero perpendicolarmente al muro – vedi Duo 4X- HPRDUO4XSH) svolgono questo ruolo in maniera ottimale: un insetto che accede da una porta verrà attirato dalla lampada che punta proprio verso l’accesso senza che la luce ne fuoriesca. In caso si operi all’interno di una azienda alimentare o una cucina occorre evitare di installare le lampade UV a meno di 3 metri dal prodotto esposto per non attirare insetti in quella zona. Piuttosto facciamo in modo che la lampada illumini il macchinario/luogo dove il prodotto esposto si trova e che attiri gli infestanti lontano da lì.
Occorre garantire che la lampada stia effettivamente esercitando il suo potere attrattivo: non basta che i tubi UV restino accesi 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Nel caso di tubi al neon questi vanno sostituiti annualmente mentre i tubi al LED possono essere utilizzati per 2 o 3 anni prima della sostituzione (in questo caso occorre consultare le indicazioni del fabbricante): anche se all’occhio umano sembrano ancora luminosi il livello di radiazione UV diminuisce nel tempo esaurendo l’effetto attrattivo.
Relativamente alla fonte luminosa è bene impiegare sempre tubi in policarbonato o shatterproof (ovvero di vetro con una guaina plastica che ne contiene le schegge in caso di deflagrazione). Questi ultimi sono riconoscibili da quelli standard per la presenza di una linguetta colorata chiaramente visibile in una parte del tubo.
Nel caso si opti per un dispositivo che effettua le catture con un cartoncino collante questo deve essere sostituito a cadenza regolare, all’interno di aziende alimentari di norma almeno mensilmente. Ad oggi gli operatori tecnici effettuano il riconoscimento e la conta degli insetti (anche se in alcuni casi l’operazione è molto più semplice a dirsi che a farsi) annotando il tutto su report dedicati che saranno consegnati al cliente a fine servizio e sui quali verranno effettuate le analisi dei trend richiesti da diversi standard ad adesione volontaria (come BRC o IFS).
Il sistema a tre stadi nell’industria alimentare
I dispositivi UV non solo devono essere installati singolarmente secondo i criteri indicati precedentemente, ma vanno anche considerati come parte di un sistema integrato per massimizzare l’efficacia del monitoraggio e impedire per quanto possibile la contaminazione dei prodotti alimentari all’interno delle aziende. In questo senso è possibile definire un sistema a tre stadi ovvero l’installazione di tre cinture di lampade UV con scopo e posizionamento differente l’uno dall’altro.
Il primo stadio può essere definito come la difesa perimetrale: le lampade sono installate in prossimità delle principali vie di accesso e hanno lo scopo di catturare il maggior numero possibile di insetti provenienti dalle aree esterne. Il secondo stadio può essere definito come supporto perimetrale: queste lampade vanno installate a metà strada tra quelle della difesa perimetrale e le zone più critiche della produzione con lo scopo di catturare quegli insetti che occasionalmente posson aver superato la prima cintura.
L’ultimo stadio è quello della protezione delle aree critiche: questi dispositivi vanno installati là dove occorre una protezione speciale contro gli insetti che normalmente possono vivere all’interno degli impianti di produzione, come gli infestanti delle derrate alimentari. Sono dispositivi installati in area critica e che devono rispettare nella progettazione dell’impianto la distanza di almeno 3 metri dal materiale alimentare non protetto, illuminando i macchinari e attirando per quanto possibile gli infestanti lontano da essi.
Un’ultima considerazione la meritano le camere bianche che, per definizione, devono essere precluse agli infestanti e che in molti casi non sono accessibili ai tecnici del pest management. L’esterno di queste aree può essere considerato come area critica con l’installazione di lampade dedicate per impedire l’accesso al loro interno. Il consiglio è quello di evitare di installare qualsiasi dispositivo di monitoraggio all’interno delle camere bianche per evitare eventi di contaminazione legati al personale e all’apertura delle porte.
Ovviamente questa impostazione deve essere condivisa con il responsabile qualità dello stabilimento in un’ottica di collaborazione tra le parti interessate.

L’efficacia delle trappole luminose UV non dipende solo dalla qualità del dispositivo scelto, ma soprattutto da una progettazione strategica dell’impianto di monitoraggio, dalla conoscenza dell’infestante target e da una gestione accurata nel tempo. Integrare questi dispositivi all’interno di un sistema a tre stadi consente non solo di migliorare la protezione delle aree critiche, ma anche di dimostrare un approccio strutturato e conforme alle normative vigenti e agli standard volontari più diffusi (come BRC e IFS).
Affidarsi a fornitori qualificati e ad aziende in grado di offrire non solo prodotti idonei, ma anche supporto tecnico e formazione continua, significa trasformare un semplice strumento di controllo in un alleato efficace per la sicurezza alimentare e la qualità produttiva. La scelta del dispositivo giusto, installato correttamente e mantenuto con regolarità, è oggi una componente imprescindibile di ogni moderno piano di pest management professionale.













