DISMATE, un sistema consolidato per il controllo delle infestazioni da Lepidotteri
- Raffaele Carella

- 5 giu 2024
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 13 mag 2025

Immaginatevi un Lepidottero appartenente al genere Ephestia spp. o se preferite al genere Plodia spp., maschio, da poco sfarfallato in un molino e pronto, anzi…desideroso di accoppiarsi.
Ha un tempo preciso per farlo. La sua deadline, a seconda delle situazioni e delle condizioni microclimatiche, scadrà tra 7, o al massimo, 15 giorni e per farlo non potrà affidarsi alla vista, no… ma alla sola percezione di feromoni sessuali che le femmine della stessa specie avranno sapientemente provveduto a emettere nell’ambiente. Il maschio, percepite attraverso le proprie antenne le sostanze volatili, vaga nell’ambiente seguendo la scia del feromone rilasciato; la sua intensità aumenta, man mano che alla fonte si avvicina. L’anelato accoppiamento è finalmente vicino. Un evento fantastico che nelle aree produttive può anche verificarsi con continuità nell’arco dell’intero anno (le generazioni possono variare da 1 a 5!).
Meraviglioso. Non c’è fase più romantica.
In effetti…non ci sarebbe fase più romantica, se questo non costituisse un problema per il concetto di “sicurezza alimentare” e se la presenza di tali insetti, in quantità e proporzioni inaccettabili e incompatibili con un prodotto destinato all’uso alimentare, per danni diretti e indiretti provocati dagli intrusi, non costringesse gli addetti al Pest management a intervenire. Dunque, ci si trova a dover scegliere tra l’affascinante poesia della fase dell’accoppiamento e la drastica e insensibile scelta della riduzione della popolazione infestante.
Solitamente, in questi casi, il metodo d’intervento preferito è dato dall’utilizzo di tecniche caratterizzate dal pronto effetto. Un abbattimento della popolazione per mezzo di irrorazioni, associate a saturazione dell’ambiente con prodotti di sintesi. Metodi che sono capaci di eliminare gli adulti vaganti e in alcuni casi le larve esposte, ma che per loro concezione non sono in grado di eliminare il problema alla radice. E per quanto possa essere perseguita la scelta di prodotti con un basso impatto (come può esserlo l’uso del piretro), l’immissione e i rischi derivanti dal trattamento chimico sono da mettere sempre in conto.
Quella raccontata, per il controllo delle popolazioni infestanti di Lepidotteri, è quella che il più delle volte viene scelta come strategia, tuttavia, esiste un metodo di controllo ecocompatibile ed eseguibile che riduce al minimo i rischi che di fatto sarebbero quasi assenti.
Il principio si basa sulla scelta di assecondare proprio l’emissione di feromoni sessuali ma favorendo una immissione nell’ambiente ad alte concentrazioni delle stesse sostanze volatili attrattive emesse dalle femmine, riprodotte artificialmente e dislocate in punti differenti, quasi a saturarne l’ambiente interessato. Lo scopo è quello di attirare i maschi in punti differenti, lontani dalle femmine, con lo scopo di confonderli ma anche sfiancarli. L’obiettivo è quello di giungere alla deadline sopracitata, senza che la fase di accoppiamento si sia conclusa. Il che significa, meno fecondazioni, meno ovideposizioni e una conseguente e graduale diminuzione dell’intera popolazione infestante...
Questo metodo di controllo è appunto noto come la “confusione sessuale” o mating disruption. Un sistema per anni usato con successo in ambito agricolo e da alcuni anni (ormai venti!) adottato anche in ambito di produzione e trasformazione degli alimenti.
Il sistema sembra semplice concettualmente, ma affinché si possano conseguire risultati importanti, l’uso di dispositivi (erogatori di feromoni) adeguati e con determinate caratteristiche, è fondamentale.
Il sistema in sé presenta una serie di vantaggi. Non è tossico, consente di fatto una disinfestazione perenne e continuativa nell’intero anno, senza dover ricorrere a fermi di produzione e senza l’uso di interventi impattanti dal punto di vista chimico. Il vantaggio evidentemente è da riconsiderare anche in termini di salute degli operatori.
Sul mercato esistono differenti dispositivi utili a condurre la tecnica citata, è però importante sottolineare che i prodotti non sono tutti uguali. In questo, la scelta di materiali specifici così come del processo di lavorazione del dispenser, consente di conseguire risultati differenti. I parametri importanti da osservare sono la garanzia di una erogazione costante nel tempo (almeno nell’arco temporale indicato in etichetta, solitamente tre mesi) e la concentrazione di prodotto che è capace di permanere nell’ambiente trattato.
In questo la Russell con Dismate PE è stata capace, ancora una volta, di centrare il bersaglio. Grazie ad una esperienza riconosciuta a livello mondiale nel settore, riesce a fornire dispositivi estremamente performanti con risultati valutati nel tempo di assoluto valore, nel controllo delle infestazioni da Lepidotteri.
Una volta individuato il metodo da adottare dunque e i dispositivi da impiegare, è fondamentale dedicare la giusta attenzione alla fase del sopralluogo, funzionale al dimensionamento del piano di intervento attraverso il quale si stabilisce il numero di erogatori da installare. Ciascun dispositivo prodotto da Russell, disponibile in quattro differenti colori utili a identificarli nelle diverse stagioni, è capace di coprire un volume di 400 m3.
La presenza di elementi detectabili, capaci dunque di essere utilizzati con sicurezza in ambito di produzione e lavorazione alimentare, completa il quadro di un prodotto sicuro, dalle alte performance e di assoluto successo.
La confusione sessuale dunque…perché no?





